Ledway
Metodo LedWay, Pubblicazioni mediche e scientifiche

Per un approccio biodinamico alla cellulite

Nel campo della Medicina Estetica emerge un’accresciuta sensibilità nei confronti di tecnologie mininvasive per il trattamento delle patologie a carattere cronico-degenerativo; allo stesso tempo rimane la consapevolezza che una seria e corretta terapia domiciliare di supporto vasotropo, drenante e termogenico sia componente imprescindibile di una terapia vincente.

Introduzione

Il presente articolo è intimamente legato ad un lavoro precedente, apparso nel numero l anno 2009 (Diamo alla cellulite il “peso” che merita) nel quale si è tentato di delineare un profilo clinico dei vari quadri eziopatologici e le diverse manifestazioni cliniche della pannicolopatia.

Oggi proponiamo la “filosofia di approccio” ad una nuova meto­dologia terapeutica nata dalle recenti acquisizioni tecnologiche e da radicate consapevolezze interpretative.

Nel campo della Medicina Estetica emerge, infatti, un’accresciu­ta sensibilità nei confronti di tecnologie mininvasive per il tratta­mento delle patologie a carattere cronico-degenerativo; allo stesso tempo rimane la consapevolezza che una seria e corretta terapia domiciliare di supporto vasotropo, drenante e termogenico sia componente imprescindibile di una terapia vincente.

Nella genesi dei processi di fibrociti con tendenza alla degenerazio­ne-sclerotizzazione ed alla cronicizzazione (e la cosiddetta cellulitecos’altro è) non vi sono, poi, fenomeni totalmente patologici, ma fenomeni che lo diventano, quando perdono la loro capacità di regolazione o sono mal localizzati. Ed è ormai concetto acquisito che la vera “restituito ad integrum” da una malattia non può essere compiuta se non dall’organismo stesso: lo impone la complessità dei processi regolatori che si sono perfezionati nel corso dell’evo­luzione.

Perché ciò avvenga, però, è necessario che il sistema oggetto sia al centro della dinamica patologica.

Da ciò ne consegue, almeno da un punto di vista teorico, che gli interventi terapeutici dovrebbero essere mirati ad “orientare”, mo­dulare la cascata di fenomeni, a prevenire effetti e complicazioni.

È suggestivo, quindi, pensare alla possibilità di trattare patologie multifattoriali ad andamento cronico utilizzando nuove tecnologie che contemplino non solo l’ambito non squisitamente biochimi­co, ma anche quello biofisico.

I sistemi a LED: una novità in campo dermo-estetico

In campo dermo-estetico, la suggestione che deriva dall’utilizzo delle strumentazioni a LED (Light Emitting Diodes) è quella di riuscire a regolare alcune funzioni organiche agendo in maniera “atraumatica” e non invasiva su strutture periferiche fisiologica­mente deputate alla trasduzione di segnali di natura chimico-fisica in segnali biologicamente compatibili.

I LED non inducono l’effetto di fototermolisi selettiva dei laser ma sfruttano direzione e frequenza dei messaggi luminosi al punto da formulare con i loro sistemi biologici di riconoscimento (cellulari e non) quello che è stato definito il “codice della luce”.

Questo dialogo informazionale affascinante avviene a livello della Matrice Interstiziale: poiché i microcapillari, le fibre nervose vege­tative e le cellule del tessuto connettivo sono reciprocamente in­formate tramite i prodotti cellulari liberati, il risultato è un vasto sistema umorale intercorrelato. Una sorta di network in grado di regolare ed al bisogno incrementare le capacità di prestazioni siste­miche.

In questo microscopico spettacolo la matrice preserva i legami biologici sostenendo la capacità di modulare la relazione capillare/ recettore: la connessione tra microvasi e parenchima avviene si ai margini dei connettivi, e per periodi elettivi di attività, ma con una riserva sostanziale. Il passo dell’informazione molecolare è sospeso tra legami debolissimi e superspecifici, giochi elettromagnetici infi­nitesimali di sotto-sovrastimolazione.

Così, se adeguatamente stimolata da un codice luminoso che è in grado di decifrare, la struttura biologica matriciale sa caratterizzarsi come evento adatto al dialogo biologico “semplicemente” con pas­saggi molecolari in bassa concentrazione.

Alcune strutture della matrice, infatti, sono in grado di modificare le loro stesse caratteristiche stereochimiche in funzione alle esigen­ze delle cellule e consentono alla matrice di riaprire, se non proprio di ospitare vettrici vascolari inespresse.

E’ un po’ come se la matrice extracellulare (probabilmente attraver­so proteasi ed endopeptidasi zinco dipendenti) facesse un trasloco interno: prima di ricanalizzare percorsi chiusi, se non proprio dare origine ad un nuovo vaso (processo di neoangiogenesi) bisogna creare lo spazio adatto.

Basta davvero poco per attivare un meccanismo relativamente sem­plice basato sul passaggio gel-sol, sull’effetto tixotropico e piezoe­lettrico determinato da una variazione repentina e momentanea della carica elettrica dei proteoglicani ed il reticolo proteoglicanico, sintetizzato dai fibroblasti è capace di vibrare e reagire di fronte a stimolazioni elettriche o elettromagnetiche. La velocità di queste trasformazioni giustifica l’ipotesi di modelli matematici che chiamano in causa la biofisica quantistica e che vengono letti in chiave di attivazione dei processi biochimici a cascata.

La terapia domiciliare di supporto

La terapia domiciliare di supporto adottata nel corso del nostro studio si compone nell’assunzione di integratori alimentari e nell’applicazione di cosmetici topici ad azione elasticizzante e drenante mirati al trattamento dell’insufficienza vasculolinfatica microcirco¬latoria, con particolare riguardo all’azione di attività antiossidanti e antiradicali. Le componenti principali di tali integratori (suddivisi per campo d’azione) sono:

AZIONE VENOTROPA

Centella asiatica (HydrocoOe asiatica) – tit. 5% Asiaticoside

L’utilizzo della Centella è legato alle sue attività venotropa ed antie-demigena, che si estrinseca in particolare sui fibroblasti, principal¬mente con azione sia sul connettivo perivascolare, sia nel miglio¬ramento del tono endoteliale con il ripristino della permeabilità microcapillare.

Meliloto (Melilotus officinalis) – tit. 2% Cumarina

Importante per la contrattilità vasale e linfatica e per innescare pro¬cessi antinfiammatori.

AZIONE DRENANTE

Lespedeza capitata – tit. 4% Flavonoidi tot. come Rutina

La Lespedeza è in grado di aumentare la diuresi con minimo effet¬to sul bilancio idro-elettrolitico e pertanto con effetto risultante di tipo acquaretico.

AZIONE ANTIOSSIDANTE

Corteccia di Pino Marittimo francese (Pinus pinaster) – tit. 65% Pro-cianidine oligomeriche

Le proantocianidine oligomeriche (OPC’s) contenute nella cortec¬cia di Pino Marittimo francese (Pinus pinaster), oltre alle ben note proprietà antiossidanti, possiedono proprietà vasoprotettive e pre¬ventive nei confronti delle patologie a carico dell’apparato cardio¬vascolare. L’azione flebotonica che esercitano è data dall’aumento della resistenza e dalla ridotta permeabilità delle pareti vasali.

Camu-Camu (Myrciaria dubia) – tit. 50% Vitamina C

Il suo impiego nella formulazione è dovuto all’azione antiossidante e vasoprotettrice dell’acido ascorbico che si esplica contrastando l’azione dannosa dello stress ossidativo e dei radicali liberi sulle pa¬reti vascolari e il progressivo impoverimento e perdita di collagene delle stesse. Il frutto del Camu-Camu è probabilmente la fonte di vitamina C naturale più ricca.

Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus) – tit. 25% Antocianosidi

I cui frutti, ricchi di antociani, tannini, flavonoidi e vitamina C contrastano l’azione di enzimi proteolitici quali elastasi o collage-nasi e svolgono azione regolatrice sulla contrattilità arteriolare.

AZIONE TERMOGENICA

Caffè verde (Coffea arabica) tit. 45% Flavonoidi tot. come Acido clorogenico

La scelta del Caffè verde nella formulazione è dovuta al fatto che spesso la P.E.ES. si accompagna a situazioni di lieve o accentua¬to sovrappeso, che possono essere contrastate da un composto ad azione termogenica e ritardante l’assorbimento degli zuccheri, qua¬le l’acido clorogenico.

AZIONE FISIOLOGICA

Magnesio

Minerale essenziale dotato di importanti funzioni fisiologiche, so¬prattutto a livello muscolare e delle ossa.

Vitamina E (alfa-Tocoferolo)

Esplica un’importante attività antiossidante e protegge le strutture lipidiche cellulari dal danno causato dai radicali liberi.

Vitamina B6 (Piridossina cloridrato)

È una vitamina idrosolubile pertanto va continuamente reintegrata e svolge un molo importante come coenzima nella trasformazione e utilizzazione di carboidrati, grassi e proteine. Facilita la liberazio¬ne di glicogeno da parte del fegato e dei muscoli per la produzione di energia e contribuisce a mantenere l’equilibrio di sodio e potas¬sio che regola i fluidi dell’organismo.

Il protocollo operativo

Abbiamo voluto valutare i risultati estetici ottenuti nel rimodellamento della silhouette e le (eventuali) modificazioni microvascolari sia acute che croniche in 20 pazienti di sesso femminile di età media di 37,9 anni (+1- 8,1) affette da pannicolopatia edematofibrosclerotica (11/20) e/o adiposità localizzata (9/20).

Viene eseguita, in tutte le pazienti, una doppia valutazione strumentale all’inizio ed al termine del ciclo di trattamenti: una ripresa tele-termografica (foto 3/4) ed una microangiologica mediante Video-Capillaroscopia a Sonda Ottica (VCSO dopo un intervallo di 15-20 min. in posizione clinostatica ed in ambiente termosta¬tato a T°C costante) allo scopo di valutare in modo riproducibile le condizioni microemoreologiche e la (eventuale) presenza di patodismorfosi dei microvasi.

Il quadro microvascolare comune a tutte le pazienti è rappresentato dalla presenza di una severa riduzione della velocità di flusso della colonna ematica endoluminale, da una spiccata tendenza all’eritroaggregazione della medesima, dalla presenza di estroflessioni, ectasie ed incisore parietali plurifocali plurisegmentarie plurime a carattere bilaterale ad indicare la perdita del tono venulare.

In 13/20 pazienti erano anche presenti aree metacromatiche in  differenti stadi evolutivi indicanti i diversi, fisiologici processi di  riassorbimento di pigmento emosiderinico travasato all’esterno del vaso per verosimile pregressa ressi di microaneurisma parietale: tali reperti microvascolari sono tipico e patognomonico quadro di Microangiopatia da Stasi Venulo-Venosa. Tipicamente costante, inoltre, era l’abiotrofismo regressivo come reperibile nelle patolo­gie del tessuto adiposo, ed in 12/20 pazienti erano pure evidenti aree crateriformi, stigmata peculiare della P.E.ES. Inoltre, degno di peculiare menzione appariva il reperto microvascolare, in 11/20 pazienti, di pregresse micro-TVP, alcune delle quali (6/11) in fase riorganizzativa.

Le pazienti si sottopongono ad un ciclo di 12 sedute di foto­biomodulazione LED rosso ed infrarosso (strumentazione Physis Tech con sonda a 24 emettitori a lunghezza d’onda 880 nm) a cadenza settimanale.

La terapia domiciliare consiste nell’assunzione di 2 compresse di integratore fitoterapico (mattino e pomeriggio lontano dai pasti).

Al termine dello Studio Clinico, il quadro microvascolare domi­nante (16/20) era rappresentato dalla tendenza ad un rinforzo della trama vascolare capillaro-venulare, con incostanti ma significative anse a staffa di cavaliere (10/20), dalla ricomparsa di microflussi identificabili mediante opportuna ottica (400-X) seppur in presenza di movimenti va e vieni della colonna ematica (7/12), nonché dalla presenza di sfigmicità e progressione della colonna ematica (6/20), ad indicare una riduzione delle resistenze venulari con conseguente incremento della vis a retro arteriolare.

Degno di menzione era la riduzione della tendenza alla eritroag­gregazione della colonna ematica.

Sembra lecito il pensare che la sinergia creata tra l’emissione foto­nica dolce del LED e gli attivi biodisponibili dell’integratore sia stata in grado di operare modificazioni all’interno di alcune strutture della Matrice Extracellulare con conseguente cambiamento delle condizioni biochimico-umorali e/o funzionali del microvaso indirizzate alla più fisiologica espressione dell’ attività del medesi­mo.

Qui di seguito si allega l’articolo originale, in cui si mostrano delle immagini a supporto.

L’articolo è stato precedentemente pubblicato in PromoPharma

Related posts

Come curare scottature e ustioni

Renato Begotti Comitato Scientifico LedWay
4 anni ago

La fascite plantare trattata con terapia di Fotobiomodulazione a LED

Francesca Onetto Medico specialista Radiologo
3 anni ago

Approccio biodinamico alla terapia dell’infiammazione

Dr. A. Gessati — Milano Medico Nutrizionista
4 anni ago
Exit mobile version